Q&A sulle normative di sicurezza funzionale

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1. Quali sono i principali standard di sicurezza funzionale?

Lo standard centrale della sicurezza funzionale è la norma IEC 61508, che detta i requisiti fondamentali, che necessitano di essere declinati in base al settore di applicazione.
I più rilevanti standard di sicurezza funzionale sono:

  • IEC 61508, come detto, base di riferimento per la sicurezza funzionale di sistemi elettrici, elettronici e programmabili
  • IEC 61511, specifico per gli impianti nell’industria di processo (Oil & Gas, chimico, energia)
  • ISO 13849, per la sicurezza delle macchine e calcolo del Performance Level; alternativa a IEC 62061
  • IEC 62061, per la sicurezza funzionale nel settore delle macchine industriali; alternativa a ISO 13849
  • ISO 26262, norma specifica per l’automotive, che estende il concetto di sicurezza funzionale ai veicoli su strada

2. Quali normative si applicano agli impianti chimici e Oil & Gas?

Fra le normative applicabili agli impianti chimici o Oil & Gas, quando si parla di sicurezza funzionale, la IEC 61511 è lo standard tecnico che definisce e identifica misure e tecniche applicabili ad un sistema di sicurezza utilizzato nell’industria di processo.
 
Altre normative da conoscere in ambito chimico o Oil & Gas, sono:

  • IEC 61508, da cui deriva la IEC 61511, usata come riferimento per la conformità dei componenti previsti nel sistema di sicurezza
  • IEC 62443, per la cyber security OT nei sistemi di automazione industriale, oggi necessaria anche ai fini alla sicurezza funzionale
  • Direttiva Seveso III, che obbliga gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante a valutare i rischi e adottare adeguate misure di prevenzione e protezione
  • ATEX, per la sicurezza in atmosfere esplosive, ossia in presenza di gas, vapori o polveri infiammabili

3. Qual è la differenza tra IEC 61508 e IEC 61511?

IEC 61508 è il riferimento base per la sicurezza funzionale che definisce i requisiti minimi di apparecchiature e sistemi per ogni specifico settore industriale. Per la corretta attuazione di questi requisiti minimi all’industria di processo, quindi, ad esempio, agli impianti chimici o Oil & Gas, il riferimento tecnico-legislativo è, quindi, la IEC 61511. In sintesi, la IEC 61508 si rivolge ai costruttori di dispositivi, mentre la IEC 61511 parla a chi costruisce o impiega sistemi negli impianti di processo. Leggi l’approfondimento.

4. Quando si applica la IEC 62061 al posto della IEC 61508?

La norma IEC 62061 si rivolge al settore delle macchine industriali, ossia per la progettazione e l’utilizzo sicuro di presse, robot, trasportatori o linee automatizzate. Quindi, mentre la IEC 61508 è il riferimento base per la sicurezza funzionale che definisce i requisiti minimi di apparecchiature e sistemi per ogni specifico settore industriale, la IEC 62061 entra in gioco come risultato dell’automazione; ossia laddove i sistemi di controllo legati alla sicurezza (chiamati SCS) esercitino un ruolo crescente nel raggiungimento della sicurezza generale della macchina.
La IEC 62061 è talvolta applicata in alternativa alla ISO 13849. Leggi l’approfondimento sulla ISO 13849.

5. Perché la norma IEC 62443 è compatibile con la IEC 61511?

Le due norme sono estremamente compatibili: insieme permettono di garantire la sicurezza degli impianti industriali, sia dal punto di vista funzionale che informatico. Ecco che entrambe le norme suggeriscono un approccio basato sulla valutazione del rischio, e sull’implementazione del ciclo di vita della sicurezza.

Per questo, con poche esclusioni, il percorso safety e il percorso security coincidono, in termini di gestione delle configurazioni, ritorni da campo, gestione delle modifiche, assegnazione dei ruoli e delle responsabilità.
Il consiglio è gestire le fasi e le sotto-fasi del ciclo di vita della sicurezza (safety e security) di pari passo all’interno dei processi aziendali, così da non creare ridondanze di procedure e policy aziendali difficili da gestire, nonché di complicata applicazione.