Soluzioni per l’integrazione di functional safety e cybersecurity nei componenti e sistemi di sicurezza

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Con l’evoluzione dell’automazione, i rischi informatici pesano sulla sicurezza funzionale dei sistemi, con AI, IoT e connettività che necessitano di essere gestite in maniera integrata fin dalla fase di design del prodotto. Il costruttore di sistemi e macchine soggetto alle norme europee (come Regolamento Macchine e altre correlate fra cui, ad esempio, AI Act, Data Act, Cyber Resilience Act e Direttiva NIS 2), ai sensi CE o meno, può fare affidamento sugli standard internazionali per garantire la conformità olistica. In questo articolo, vediamo come le normative per la safety e per la security dialogano tra loro e cosa sia più conveniente fare in termini di certificazione dei sistemi.

Le logiche che governano la sicurezza dei sistemi oggi

Non più solo macchine, motori e PLC, ma anche dati. L’impiego dell’AI nei sistemi di Industrial Internet of Things ha spostato la rilevanza di questi sistemi da essere “sensori” a “decisori”, elevando la capacità di interpretare tali dati tramite azioni di manutenzione predittiva, ottimizzazione dei processi e controllo qualità avanzato, con un palese effetto positivo: più dati, più intelligenza, più efficienza.

Però:

La tecnologia che potenzia la produzione potenzia anche gli attacchi informatici, con tentativi di phising e ransomware sofisticati, che danneggiano la funzionalità dei sistemi di sicurezza di mitigare i pericoli per gli operatori e per la continuità produttiva.

 

In poche parole, per ovviare agli incidenti di sicurezza (fisica e digitale), è necessario intersecare i requisiti di:

 

  • Regolamento Macchine, che dice in che modo debba essere sicura la macchina
  • AI Act, che indica come deve essere governata l’AI al suo interno
  • Data Act, che detta come gestire i dati che la macchina genera
  • Cyber Resilience Act, che definisce in che modo debba essere sicuro il “cuore digitale” di quella macchina e dei suoi componenti software/hardware
  • Direttiva NIS 2, con riferimento al framework IEC 62443, che suggerisce come orchestrare tutto questo a livello di organizzazione e infrastruttura
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    In pratica, quello che puoi fare è:

     

    • Ripensare il processo di risk assessment, in modo che consideri sia i pericoli fisici (EN ISO 12100, normative di tipo C, IEC 61511) sia i rischi cyber (IEC 62443) con applicazione delle normative di riferimento a garanzia della conformità dei vostri prodotti e processi di sviluppo.
    • Formare il tuo personale Functional Safety e Cybersecurity per riconoscere e implementare pratiche tese ad assicurare la sicurezza complessiva dei vostri prodotti e della vostra organizzazione, attraverso corsi di base ed avanzati su IEC 61511, IEC 62061 e IEC 62443. Scopri la nostra Academy.
    • Certificare i sistemi secondo gli standard internazionali di Functional Safety tanto quanto di Cybersecurity, facendo riferimento alle norme rivolte alla parte elettrica, a quella relativa al software di sicurezza (IEC 61508) e a quelle di cybersicurezza (ISASecure/IEC 62443), in modo che parte del lavoro di conformità sia già stato fatto, nel momento il cui il costruttore si trovi ad applicare le normative europee.